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Nel mio angolo delle interviste per la mia rubrica ” vita da event planner”, oggi ho il piacere di presentarvi una grande professionista del settore. Si chiama Federica Ambrosini ed è una Flower Designer. Le ho fatto qualche domanda per conoscerla meglio e Federica molto gentilmente ci ha raccontato un pò di lei e del suo lavoro dando anche qualche consiglio ai giovani che amano i fiori come li ama lei e che volessero intraprendere questa meravigliosa professione.

1 Quando hai scoperto l’amore per i fiori e come sei riuscita a trasformarlo nella tua professione?

L’amore per i fiori è nato 9 anni fa. Dopo essermi laureata in architettura di interni e design, la mia professione di wedding e event planner mi ha portata necessariamente ad approcciarmi al mondo del floral design; creavo progetti che includevano scenografie floreali ma ogni volta vedevo che i fioristi con cui collaboravo non riuscivano a realizzare esattamente ciò che io avevo progettato, così ho sentito l’esigenza di proporre qualcosa di nuovo e diverso cercando io stessa di mettere in atto tutto quello che avevo in mente.
Ho iniziato a studiare tutti i fiori e la loro stagionalità, le diverse tecniche e ho frequentato corsi dei più importanti floral designers a livello internazionale.

2 Cosa vuol dire per te essere una Flower Designer?

Essere una flower designer vuol dire riuscire a costruire la scenografia di un evento, creando qualcosa che regali emozioni e sensazioni curando ogni singolo dettaglio

3 Hai una fonte d’ispirazione quando crei le tue composizioni?

Traggo ispirazione da tutto quello che mi circonda. Non smetto mai di imparare, trascorro ore e ore su Pinterest e Instagram documentandomi su tutte le ultime tendenze del settore.

4 Come descriveresti il tuo stile?

Il mio stile spazia da composizioni rigogliose e naturali dal sapore british a quello architetturale e scenografico americano. Unico denominatore: qualità e freschezza delle essenze usate.

5 Potresti descriverci un allestimento che più ti ha entusiasmato?

Uno degli allestimenti che più mi ha emozionata è stato quello realizzato all’hotel Majestic lo scorso novembre.
Oltre agli eventi, mi dedico alla formazione. Due volte l’anno tengo dei corsi di floral design: mi gratifica molto trasmettere tutto quello che ho imparato in pochi anni, mi piace condividere la mia esperienza, soprattutto con persone che si affacciano a questo mondo con passione e dedizione.
Con le mie corsiste, abbiamo allestito la Sala Verdi dell’hotel. Il tipo di allestimento che avevo in mente ha richiesto molto più tempo del previsto e abbiamo lavorato sotto pressione, ma quando abbiamo finito e abbiamo visto il frutto delle nostre fatiche è stato davvero emozionante.

6 Che consigli ti senti di dare a chi si avvicina per la prima volta a questa professione?

Questa professione richiede innumerevoli corsi con diversi insegnanti e tante ore di pratica. Il mio consiglio è quello di fare più stage possibili, mettere in pratica ciò che si apprende in ogni occasione. La formazione non termina mai, non si è mai arrivati e non si sa mai abbastanza.

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